Improvvisazione in tre atti a cura del Creative Drama & In-Out Theatre. Director E. Gioacchini.
Interpreti, Elvio D'Orazio, Caterina Petruzzella, Marco Bartulli, Noemi Nebbia, Tiziana Baroni, Marco Donato e Luigi Martelli (Roma, Marzo 2013)
Il Teatro un giorno ti incontra per strada o nella semioscurità di una sala. Ti spoglia di quanto sapevi, senza farti restare nudo. Ti fa riconoscere dietro le tue maschere ed annulla la distanza da esse. Ti restituisce all'umiltà dell'ascolto. In questo luogo, sei invitato a darti quale sei, uno in più dei centomila personaggi già incontrati.
martedì 12 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO...
...non si può emulare, come l'8 marzo delle mimose sembra troppe volte stracciato dagli altri 364 giorni di fiori che diventano più pallidi. Per fortuna, ognuno di noi è un incredibile apparato di "attribuzione di senso" e questo salva ogni pensiero, ogni sciagura, ogni augurio dalla omologazione sempre in agguato.
Tre anni fa, in occasione dell'8 marzo, sul blog dell'atelier, scrivevo quanto segue e lo trovo comunque attuale. Il relativismo a cui ci ha abituato la "scoperta" del mondo è un tiranno e cerchiamo sempre spazi più lontani dove poter immaginare arrivi il nostro pensiero, spesso dimenticando che è la stazione di partenza quella che ci individua e dove trovare le risorse per "viaggiare" più lontano.
2001 ODISSEA...mi ha insegnato questo, ero giovanissimo e ho viaggiato spesso in tondo (!) spesso senza ritorno. Ho appreso che l'unicità dell'essere è la cosa più fantastica che ci possa accadere di scoprire. Noi, poveri piccoli attori del nostro "povero" piccolo teatro facciamo gli auguri alle nostre attrici, compagne di viaggio, sulla terra e sulle stelle. Director ed attori (8 marzo, 2013)
“8 Marzo. La Storia straccia sempre parti di sé andando avanti e spera di dimenticare i graffi importanti del suo percorso, spargendo profumi, colori, tutto quello che la Speranza rende possibile. 8 marzo pallido di luce per Yara, di quella terrena intendo, perché i nostri occhi non sanno percepire molto spesso la bellezza, l'ingenuità, la leggerezza dei pensieri e si aggrappano voracemente a quella ruota che divora gli anni, le storie, quanto accade di buono e meno buono. Vorremmo Yara qui a difendere la propria luce in ogni otto marzo e invece qualcuno (qualcosa di noi comunque) l'ha resa luminosissima nello sfondo chiaroscurato di un mondo distratto o mostruoso. E accade allora che lei, come questa torpida ferita di guerra civile nella Libia che ci è vicina, nella baracca nomade da non molto bruciata con tre bambini, sposti il nostro "teatro". Gli chieda quella voce, quel gesto, quel cuore che tante volte negli anni trascorsi vi ho chiesto, nel viaggio verso l'autenticità. Il quadro si deve spostare dalla parete, deve diventare un braccio forte, maschile e femminile insieme, che solleva la coscienza dal torpore e fa riflettere. Serve della luce, anche quando lavoriamo a occhi chiusi. Serve la luce che faccia danzare terra e luna di nuovo verso l'attesa delle cose belle e importanti di questo pianeta, tuttavia presuntuoso.
Un augurio a tutte le nostre attrici passate, presenti e future dai loro attori passati presenti e futuri!”
giovedì 7 marzo 2013
Teatro Drammaterapico & Improvvisazione, Stracciando I Veli, parte II
Stracciando I Veli, parte II. A cura del Creative Drama & In-Out Theatre.
Interpreti, Caterina Petruzzelli, Elvio D'Orazio, Marco Bartulli, Noemi Nebbiai, Livia Gagliardi, Angela Fracchiolla, Livia Riccio, Marco Donato, Tiziana Baroni, Francesca Mero, Giulia Mero, Daniele Poto.
Interpreti, Caterina Petruzzelli, Elvio D'Orazio, Marco Bartulli, Noemi Nebbiai, Livia Gagliardi, Angela Fracchiolla, Livia Riccio, Marco Donato, Tiziana Baroni, Francesca Mero, Giulia Mero, Daniele Poto.
domenica 3 marzo 2013
Teatro Drammaterapico & Improvvisazione, Stracciando I Veli, parte 1
A cura del Creative Drama & In-Out Theatre.
Interpreti, Caterina Petruzzella e Elvio D'Orazio
(Marzo 2013)
Interpreti, Caterina Petruzzella e Elvio D'Orazio
(Marzo 2013)
mercoledì 27 febbraio 2013
venerdì 15 febbraio 2013
Presentazione Nuovi Corsi di Creative Drama 2013
CORSI DI CREATIVE DRAMA E CINEMA-DRAMATERAPIA PER LE RISORSE, 2013
Liberazione delle Risorse e sviluppo della Creatività, questi sono i target che promette di raggiungere il Corso di Creative Drama. L’Atelier DramaticaMente Teatro è, diretto da E. Gioacchini, psichiatra, psicoterapeuta e formatore e da Maria Luisa Pasquarella, attrice e formatrice, in collaborazione con l’Istituto Scuola Romana Rorschach, insieme ad uno staff di professionisti qualificati, provenienti dall’area psicologico-educativa e dello spettacolo.
Il Corso è mirato a far sperimentare la possibilità di proiettare fuori di noi, le abilità e la creatività, così realizzando una dimensione autentica della nostra persona, conducendo i partecipanti lungo un percorso provocatorio e ludico, tra le possibilità e le risorse della mente. Un iter attoriale in stage domenicali e laboratori serali per i quali non è richiesta alcuna competenza iniziale. La metodologia si riferisce all’utilizzo della Creative Drama come metodo che permette ai partecipanti l’espressione creativa del proprio “processo artistico”, attraverso una vasta gamma di strumenti quali la recitazione, l’hypnodrama, lo storytelling, la musica, il gioco, la tecnica del mimo, il movimento e la danza.
Il corso è indirizzato anche a tutti coloro che intendano approfondire la conoscenza della Drammaterapia per le Risorse, quali educatori, insegnanti, attori, psicologi e professionisti impegnati nella relazione d’aiuto, oltre ad un pubblico non professionale.
Agevolazioni nell'iscrizione per professionisti e studenti ed allievi della Scuola Romana Rorschach.
Il Corso è mirato a far sperimentare la possibilità di proiettare fuori di noi, le abilità e la creatività, così realizzando una dimensione autentica della nostra persona, conducendo i partecipanti lungo un percorso provocatorio e ludico, tra le possibilità e le risorse della mente. Un iter attoriale in stage domenicali e laboratori serali per i quali non è richiesta alcuna competenza iniziale. La metodologia si riferisce all’utilizzo della Creative Drama come metodo che permette ai partecipanti l’espressione creativa del proprio “processo artistico”, attraverso una vasta gamma di strumenti quali la recitazione, l’hypnodrama, lo storytelling, la musica, il gioco, la tecnica del mimo, il movimento e la danza.
Il corso è indirizzato anche a tutti coloro che intendano approfondire la conoscenza della Drammaterapia per le Risorse, quali educatori, insegnanti, attori, psicologi e professionisti impegnati nella relazione d’aiuto, oltre ad un pubblico non professionale.
Agevolazioni nell'iscrizione per professionisti e studenti ed allievi della Scuola Romana Rorschach.
SEDI, Roma e Milano
INFO, info.atelier@dramatherapy.it
www.drammaterapia.it
www.dramaticamenteteatro.blogspot.com
Ermanno Gioacchini (P.I. 10696770584)
Cell. 340-3448785
Paola Perfetti
Cell. 349-3424218
Vito Rocco Genzano
Cell. 320-4735565
www.drammaterapia.it
www.dramaticamenteteatro.blogspot.com
Ermanno Gioacchini (P.I. 10696770584)
Cell. 340-3448785
Paola Perfetti
Cell. 349-3424218
Vito Rocco Genzano
Cell. 320-4735565
domenica 10 febbraio 2013
Il Nuovo Diario di Anna Frank, 2 Atto, Video
Piece Cinema_dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini. Drammaturgia di D. Poto
Roma, Nuovo Cinema Aquila, 21 gennaio 2013
Interpreti, Luigi Martelli, Valentina Ferrucci e Valentina Crocetta
Siamo al 2 Atto, Solomon è in piena crisi. Parti scomposte di lui s'incontrano a cercare una soluzione a fargli chiedere il perchè di se stesso, dentro l'incontro con Anna Frank. Di pari passo il processo drammaterapico ha lavorato con gli interpreti, nelle prove, nei laboratori e durante le riprese, percorrendo il filo rosso dei loro ruoli nella vita e la tentabile ridefinizione.
Roma, Nuovo Cinema Aquila, 21 gennaio 2013
Interpreti, Luigi Martelli, Valentina Ferrucci e Valentina Crocetta
Siamo al 2 Atto, Solomon è in piena crisi. Parti scomposte di lui s'incontrano a cercare una soluzione a fargli chiedere il perchè di se stesso, dentro l'incontro con Anna Frank. Di pari passo il processo drammaterapico ha lavorato con gli interpreti, nelle prove, nei laboratori e durante le riprese, percorrendo il filo rosso dei loro ruoli nella vita e la tentabile ridefinizione.
venerdì 8 febbraio 2013
Il Nuovo Diario di Anna Frank , la Soffitta 2
Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini. Drammaturgia di Daniele Poto. Nuovo Cinema Aquila, 21 gennaio 2013 Anna Frank in Soffitta 1. Interpreti, Angel Nicla Fracchiolla, Luigi Martelli, Gianni De Angelis — con Angela Ronconi, Simone G Bianchi, Gianni De Angelis, Luigi Martelli, Daniele Poto, Angela Nicla Fracchiolla, Chiara Zulli, Valentina Crocetta, Massimo Crocetta, Valentina Ferrucci, Livia Gagliardi, Alessandro Romanò, Giuseppe Gencarelli e Maria Luisa Pasquarella .
giovedì 7 febbraio 2013
Il Nuovo Diario di Anna Frank, Prima Scena
Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini. Drammaturgia di Daniele Poto. Nuovo Cinema Aquila, 21 gennaio 2013.
Interpreti scena, Angela Nicla Fracchiolla, Luigi Martelli, Gianni De Angelis.
Interpreti scena, Angela Nicla Fracchiolla, Luigi Martelli, Gianni De Angelis.
lunedì 4 febbraio 2013
la Luna cerca Casa, Parte Prima at OneTrueMedia.com
Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, prodotta e diretta da E. Gioacchini.
Nuovo Cinema Aquila 22 giugno 2012
Nuovo Cinema Aquila 22 giugno 2012
La Luna cerca Casa, prologo at OneTrueMedia.com
Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre., diretto da E. Gioacchini. Presentazione di Daniele Poto. Nuovo Cinema Aquila 23 giugno 2013.
mercoledì 16 gennaio 2013
Dov'è ANNA FRANK?
IL NUOVO DIARIO DI ANNA FRANK
Dov'è Anna Frank? Qualcuno crede di averla trovata ancora viva, eppure diversa. Forse diverso è il tempo che la raccoglie perchè poco disposto a crederla viva. E se davvero Anna Frank desidera esserci nella me...tropoli tecnogratica, tecnopolitica, tecnoguerrafondaia di questo tempo, deve necessariamente spogliarsi di tante speranze, forse averne di nuove e forse ricominciare un nuovo diario...Il secondo.
Roma -Nuovo Cinema Aquila 21 gennaio 2013, ore 20,00 (inizio piece 20.30) -
Info, info.atelier@dramatherapy.it
Fb,
Cell 340-3448785
martedì 4 settembre 2012
Corso di Teatro Drammaterapico 2012-2013
Cinema Drama-terapia e Drammaterapia, nuovi strumenti per sviluppare il proprio potenziale! L'Atelier
di Drammaterapia si apre ad un nuovo corso mirato a far sperimentare la
possibilità di proiettare fuori di noi le risorse, le abilità e la creatività,
così realizzando una dimensione autentica della nostra persona.
Liberazione
dell’energia e sviluppo della creatività, questi sono i target che promettono
di raggiungere gli incontri del nuovo corso di Teatro Drammaterapico dell’Atelier Liberamente. Lungo in iter
formativo attoriale, con teatro-laboratori e seminari-dibattito su teatro e
psicologia e/o stage domenical, in moduli trimestrali a partire da ottobre 2011
e per tutto il 2012.
Ermanno Gioacchini, psichiatra, psicoterapeuta e formatore, direttore
dell'Atelier e del Creative Drama & In-Out Theatre, in collaborazione con
Video-Ambiente e l’Istituto Scula Romana Rorschach, insieme ad uno staff di
professionisti qualificati, avvierà un lavoro di "smontaggio" e
"riassemblamento" dei comportamenti disadattavi, conducendo i
partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente,
tra le possibilità e le risorse della mente, realizzando veri e propri
laboratori esperenziali con l’utilizzo del mezzo teatrale e cinematografico, verso
l’uso della creatività.
Il corso, promosso dalla SIISCA (Soc. It. Ipnosi Sperim. Cli &
Applicata) e dall'Atelier di Drammaterapia “Liberamente”,
non possiede un target clinico, ma di esplorazione delle risorse individuali.
E' anche indirizzato a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza
della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici,
psicologi, professionisti e un pubblico
non professionale. Posti limitati, agevolazioni per i professionisti del
settore. Per info e prenotazione Corso e per partecipare a laboratori gratuiti
informativi: info.atelier@dramatherapy.it. -
Cell 340-3448785 (14.00-15.00)
venerdì 3 febbraio 2012
Atelier DramaticaMente Teatro,
![]() |
| Atelier DramaticaMente Teatro, 22.01.12 |
Credo che oggi gli emisferi dei partecipanti si siano contesa una pallina da ping pong bizzarra, che sfuggiva costantemente alle traiettorie del pregiudizio e dell'abitudine. La partita è stata vinta da tutti e due, con beata pace del corpo calloso al centro. Non sempre accade che l'emisfero proposizionale e quello apposizionale si dividano la torta equamente, dopo che gli è stata sottratta per intero. Reset dell'ovvietà, contro il panegirico del signor "conosciuto", verso l'arrembaggio della risorsa.
Bravi i miei attori ancora in erba, ma con gli occhi attenti rivolti alle stelle e alle loro navigazioni creative. Grazie. Director
L'Atelier LiberaMente si avvia a diventare Onlus (progetto)
Avvisiamo tutti gli attori ed ospiti dell'Atelier LiberaMente che le attività si sposteranno sul blog DramaticaMente Teatro, poichè l'Atelier si appresta a diventare, auspicabilmente, associazione Onlus. In bocca al lupo a tutti ed al nostro teatro.
director
Atelier Drammaterapia, cognizione ed affetti, rette parallele?
@ Moonlight"
Eccoci qui a ricominciare il nostro percorso alla scoperta delle nostre potenzialità nascoste, dei nostri limiti, della nostra capacità di relazionarci con gli altri. Ciascuno con i propri obiettivi più o meno dichiarati ma con la speranza di scoprire qualcosa di inaspettato durante il cammino; è bello incontrare i compagni di avventura con i quali è stato costruito un nucleo solido che ora attira a sè con estrema facilità altre particelle che gli girano intorno. Il Director ci fa notare come in questi casi possano innescarsi meccanismi di gruppo che accettano in toto o respingono l’”alieno”; ma quando l’alieno ha le sembianze e la carica di energia e di simpatia di Morgana è impossibile respingerlo. La nostra navicella imbarca la nuova arrivata e si prepara ad ospitare la prossima volta altri due alieni.
La sessione mattutina è dominata dalla prorompente loquacità del Director; si parla di emisfero destro e sinistro, di soma ed emozioni. E rifletto su come ciascuno di noi, non potendo controllare tutti gli eventi che gli accadono intorno, non possa avere il controllo completo della propria vita; e questo gli impedisce di immaginare il proprio futuro come veramente lo vuole, di ESSERE ciò che vuole. Non essendo la coscienza unita alle emozioni seguiamo, in modo poco consapevole o del tutto inconsapevole, la strada che altri ci hanno indicato e spesso calpestiamo la nostra dignità. L’unicità che è in noi vorrebbe esprimersi ma i pensieri che attraversano la mente, inquinati da anni di condizionamento, ci impediscono di esprimerci al meglio come coscienza divina.
Il Director ci racconta come, nella filosofia sciamanica, le cose piccole hanno la stessa importanza di quelle grandi; e allora sono giustificate le grandi reazioni a fatti apparentemente piccoli come il bellissimo momento di commozione di Jolie che ha attraversato in realtà l’intero gruppo. Brava lei che riesce a liberare le sue emozioni così. Per me è un periodo molto particolare e mi domando: mi emoziono troppo facilmente ORA oppure non mi emozionavo affatto PRIMA ? La sensazione è forte; con questi compagni di viaggio, prima o poi anch’io riuscirò a togliere il tappo a questa pentola a pressione piena di emozioni che girano vorticosamente e farò come Jolie.
E la pallina da ping pong? Vediamola come il simbolo di tutto ciò che di ideale e di speranza ci accompagnerà in questo viaggio. La metterò in tasca e la porterò sempre con me; sarà il diario del mio inconscio con cui dialogherò quotidianamente.
L’ape sarà invece il simbolo di uno sciame che impollinerà i fiori che sono in noi; ognuno darà il proprio contributo per impollinare i fiori degli altri affinché diventino frutti da gustare.
I primi esercizi del pomeriggio ci insegnano ad occupare lo spazio, incontrare gli altri, gratificarli con un nostro saluto: “Salve, tutto bene in famiglia?”. Chissà cos’è che mi fa scegliere un compagno piuttosto che un altro quando mi avvicino ad entrambi. E poi chiedere un favore a qualcuno che risponde “Basta! Non se ne può più”: è curioso vedere come cambia la dinamica facciale a seconda di chi chiede e a chi, e di chi risponde e a chi. Dinamica che viene trasportata anche nel corpo quando si passa ad un esercizio ancora più forte dove i sentimenti simulati dagli attori sono opposti; c’è chi si avvicina ridendo ad un compagno che risponde volgarmente al malcapitato. E in questo esercizio le dinamiche di coppia sono ancora più evidenti; si vede bene come chi vuole attaccare “entra” fisicamente nello “spazio vitale” di chi si difende come è altrettanto chiaro che, chi non è abituato ad attaccare, tende a non finire l’azione di attacco a sgusciare via a cercare l’incontro successivo.
Poi, dopo aver iniziato il reset fisico, che durerà diverse sedute, si passa ad una piccola esperienza cosmogonica dove avviene il reset dei significati della nostra esistenza; e allora ci ritroviamo nel brodo primordiale della natura, accompagnati dal suono evocativo del gong e da una musica che cancella temporaneamente la consapevolezza. Non credevo si potesse riuscire così facilmente a perdere la cognizione ed eliminare i pensieri dalla mente pur essendo in uno stato di coscienza fisica; l’unica cosa che è in grado di creare il mio cervello in questi momenti sono colori cupi, non allegri, ma che danno il senso dell’evoluzione, del cambiamento, il senso della nascita, dell’incontro con la vita. Pur non essendo un farfalla ho la sensazione di uscire da un bozzolo ed iniziare a volare l’avventura della vita, a conoscere nuovi movimenti del corpo, più armoniosi di quelli che sono abituato a compiere. Sono momenti in cui mi sento ancora un neonato, un’entità singola che sta scoprendo sé stesso e lo spazio che lo circonda; e poi scopro i sensi, passando attraverso canali percettivi diversi che si intersecano, “sento con lo sguardo”, “vedo con l’udito”, ascolto con gli occhi”. Quando poi tutti i sensi sono delineati ed inizio a relazionarmi con gli altri “neonati” arrivo a conoscere l mio SESTO SENSO, quello delle emozioni.
Quando ci ritroviamo tutti insieme al centro si ricostituisce il nucleo, si riuniscono le nostre energie positive e sotto la protezione, di cui hanno bisogno tutti i neonati, iniziamo una serie di giri vorticosi ad occhi chiusi ed avviene il miracolo; nessuno cade, lo sciame a volte si apre a volte si divide, ma basta il dito del Director per ricomporlo immediatamente, c’è una forza di coesione invisibile ma fortissima che si contrappone alla forza centrifuga. E’ la necessità degli altri per la propria sopravvivenza ? O semplicemente la voglia del neonato di costruire una società ?
Una musica ancora più bella (il Director è veramente straordinario nelle scelte) ci accompagna in una elegantissima danza della vita dove ognuno prende un compagno e compie di fronte ad esso una danza fatta di piccoli movimenti senza contatto fisico e lo invita a rispecchiare i propri movimenti come se ci fossero dei fili invisibili a collegare i corpi; e provare l’ebbrezza del contatto invisibile che continua quando la distanza tra i corpi aumenta. Per me è la metafora di ciò che unisce le anime; quando due anime si trovano a condividere un sentimento, una speranza, un ideale, anche quando si allontanano fisicamente continuano ad andare nelle stesse direzioni, in quelle direzioni che conducono alla re-unione. Ed infatti la danza si conclude chiudendo gli occhi e con un impercettibile contatto fisico: è la gioia dei nostri cuori.
Lo sciame di api è pronto per spiccare il volo.
@ director
E' interessante e bello riflettere sul fatto che le api, a volte, quando decidono di sciamare, ci lasciano senza apparenti ragioni, anche se ci sono. Bravo Moonlight
Etichette:
Moonlight
Ubicazione:
Via di Tor Fiorenza, 35, 00199 Roma, Italia
sabato 26 novembre 2011
Sonia, il Resto della Mia Vita, piece cinema-dramaterapica
ovvero...oltre i posti dell'amore.
Pièce Cinema-Dramaterapica di E. Gioacchi e F. Pitorri
Regia E. Gioacchini
2 dicembre 2011, h.20.30
Cinema Nuovo Aquila , Via Aquila 68
Euro 10,00, a favore del "projecto jovem" sponsorizzato dall'Associazione Onlus
"Il Sorriso dei Miei Bimbi" -
Come director di questa Compagnia e con il supporto dell'Atelier LiberaMente, sono molto contento di destinare la filosofia e l'impegno del nostro lavoro artistico ad una iniziativa così importante e concreta: aiutare l'infanzia di una favela brasiliana ad avere istruzione. Questo comporta lo sviluppo di quella libertà che è possibile per l'individuo solo a patto di non vivere nell'umiliazione di avere negato il potere della conoscenza, quello che permette di scegliere tra il fare gisto e sbagliato.
Non deve esistere casta per il sapere e, per noi che approfondiamo il discorso del teatro, come opzione ludica per lo sviluppo delle nostre risorse, è fondamentalmente etico rivolgere il pensiero ed il nostro supporto a chi l'istruzione basilare per difendersi e crescere non può avere. Pericolosa pregiudiziale, quindi, alle possibilità del destino.
Un ringraziamento all'Associazione Il Sorriso dei Miei Bimbi ed al Cinema Nuovo Aquila, che da molto tempo oramai sponsorizzano con un aiuto tangibile le campagne destinate ad aiutare l'emarginazione, lo sfruttamento, la povertà vera.
Nella drammaturgia che rappresenteremo, ho sottolineato a quattro mani con F. Pitorri quanto non esista luogo elettivo per il dolore, per la povertà affettiva, come non ne esiste uno particolare per l'amore e la crescita. Nello stesso tempo, la responsabilità di quanto avviene nel micro e macrocosmo delle nostre relazioni familiari, sociali, politiche ed economiche non può essere più sottovalutata. Compete ad ognuno dare il proprio contributo in quella che definisco "fabrica" del vivere sociale. L'individualismo esasperato non può più proteggere nell'anonimato dell'interesse del solo singolo, senza che prima o poi vi sia un ricasco anche nel collettivo. Dare le responsabilità alla "globalizzazione"di quanto avviene nelle aree più bisognose del pianeta, ma oggi anche in quelle fino a poco tempo fa considerate meno a rischio di povertà, significa in parte deresponsabilizzare l'azione del singolo, sottrargli il potere dell'associazionismo per la difesa del proprio pensiero e dei propri diritti. E le recenti spontanee convention di gruppi di "indignados" nei luoghi del "potere", della "decisione", delle "regole" sta a significare poprio questo: la riconsiderazione di una democrazia veramente autentica. Questa deve poter albergare nello spazio privato e nello spazio pubblico, nel discorso sociale e nella sua prassi politica.
Potrebbe sembrare di essersi spinti lontani dal soggetto e dalla piece in oggetto con queste considerazioni, ma basterebbe pensare a come indigenza, carenza affettiva e difficoltà determinano i destini degli uomini, per comprendere che anche Sonia ha diritto a ricercare e comprendere il "Resto della Sua Vita". Grazie alla compagna di scrittura, agli attori, a tutti i collaboratori ed amici ed in bocca al lupo!
E. Gioacchini
giovedì 8 settembre 2011
In prossimità del nostro Workshop sul Principe Rospo!
A proposito di questo ranocchio...
Quest'uomo...stanco nel compromesso, per il compromesso, del compromesso, nella stagnante acqua dei propri ideali e timori. Convinto che basti muoversi, agire, imbrogliare la vera storia dei propri pensieri e bisogni più autentici, oltre quelli che la cultura gli consegna, per non cadere nella disgrazia di una "storia" personale e sociale che invece è sempre la stessa. Con l'alibi di un vigore fisico che lo fa gridare sulla sommità della vetta; se serve, affrontando gelo e tormenta, deserti ed eserciti. In fuga in avanti, a sorpassare la propria ombra, in un gioco infinito. Finalmente, egli si osserva. Posa il gladio sulla riva immota dello specchio d'acqua scuro...che a poco servirebbe, maldestramente afferrato dalle dita di una zampa allungatasi durante la notte dell’evoluzione. Nel riflesso, pallido anch'esso, della luna e al canto di di qualche prossimo verdognolo compagno di salti:
"Ma quando sono solo con questo naso al piede,che almeno di mezz' ora da sempre mi precede, si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore...
Quest'uomo, questa donna devono scoprire che non basta discutere di filosofia e scienza od imbrogliare il senso di morte con gli ideali e l'istinto di procreazione, perchè vi sia un senso alla propria avventura. Un capriccio della natura, un soffio del Dio, li ha tolti dall'acqua sepolcrale della coscienza, forse l'amore può "destinarli" più compiutamente ad un incontro. La strada della rinuncia, quella della sfida? E' il caso di dire che, in questo caso, non vale il tertium non datur. Biologia e cultura dialogano dentro comunque e la coscienza di questo dialogo, mentre si svolge, è la terza via..
Etichette:
Drammaterapia e Coscienza
Ubicazione:
Roma, Italia
sabato 3 settembre 2011
The Princess and the Frog at OneTrueMedia.com
Hypnodrama Workshop 2008: The Frog was confused by the new, unknown and unespected contact.
He withdrew in hymself and, from time to time, he would come out and observe that strange, bright being called Princess. There was a crossroad dragging him backwards and forwards at the same time. He didn't know yet that he wouldn't be the same anymore. He could sense something new, something less and less threatening. Then "curiosity" won. The tenacity of that gaze and of that flattery won. Being able to familiarise with the unknown...is a journey.
We fear that there might not be turning back but the journey happens inside us.
Eventually, the contact woke them both to an encounter inside them...
She. the Princess, was entering his dream...He, the Frog, was coming out of the sleep of unconsciousness... ...which became hands, and arms, and kiss... (by Hypnodrama's Workshop)
He withdrew in hymself and, from time to time, he would come out and observe that strange, bright being called Princess. There was a crossroad dragging him backwards and forwards at the same time. He didn't know yet that he wouldn't be the same anymore. He could sense something new, something less and less threatening. Then "curiosity" won. The tenacity of that gaze and of that flattery won. Being able to familiarise with the unknown...is a journey.
We fear that there might not be turning back but the journey happens inside us.
Eventually, the contact woke them both to an encounter inside them...
She. the Princess, was entering his dream...He, the Frog, was coming out of the sleep of unconsciousness... ...which became hands, and arms, and kiss... (by Hypnodrama's Workshop)
lunedì 1 agosto 2011
L'ascolto in Drammaterapia
Il brano che segue costituisce uno stralcio di dialogo tra un attore dell'Atelier e il director, in calce ad una piece lì appena lavorata nel laboratorio che, apparentemente, ha in comune con quanto descritto solo la cornice di un “mattino”, del “risveglio” all’incontro con il mondano, alla potenziale “risignificazione” della vicenda personale (A= attore, D= director).
A- Ci sono cose che arrivano quando le cerchiamo, ci sono cose che arrivano perché ce le aspettiamo, ci sono cose che, indipendentemente dall’uno o dall’altro dei sopraccitati motivi, arrivano comunque, e sia che inducano in noi sentimenti positivi o negativi, sono quelle che sicuramente muovono più energia interiore”
D- Si, ci sono cose che esistono solo grazie ad un “ascolto” differente. Quello dove ci si trova ad avere chiaro il senso dell’eco dentro della vita affaccendata fuori, importante o banale che sia. In una civiltà che non può dimenticare di avere questo impiccio straordinario che è la coscienza, potrebbe esservi più spazio per meditare senza l’urgenza dei temi. Già il “ricatto” della nostra finitezza è così urgente su questo veloce tratto di strada chiamato vita e pensare permette di sapere che ci si trova in viaggio e si scoprono quelle cose di cui tu parli…”
A- E’ vero…saltano fuori dal cappello di un mago, le trovi in mezzo alla strada dietro l’ennesima curva, le avverti guardando il cielo stellato, le percepisci quando stai insieme a una persona speciale… O te le ritrovi dentro solo perché hai guardato con gli occhi diversi che dicevi…
Nei giorni in cui non vado al lavoro, mi alzo e mi preparo il caffè, nel silenzio del mattino e di una altrettanto silenziosa cucina che affaccia sul cortile interno dello stabile in cui abito.
“Lei” mi segue, e silenziosamente mi osserva compiere gesti ormai consueti, mi guarda bere il caffè, e altrettanto silenziosamente aspetta che mi preparo per uscire. Parliamo un po’, anzi parlo solo io, ma lei è un’ottima ascoltatrice, direi che pende dalle mie labbra…
Scendiamo velocemente le scale, lei mi precede, ma ad ogni pianerottolo si ferma e aspetta il mio arrivo, per poi sorpassarmi nuovamente mentre affronto la rampa in discesa. E’ il suo modo per farmi capire che è felice, lo leggo nei suoi occhi e in atteggiamenti ormai noti. Apro il portone e usciamo in strada, ancora non intasata dal traffico e dai pedoni.
Parlo di Luna, la mia femmina di Labrador, che accompagna la nostra vita da più di tre anni, e che, a suo modo, mi ha fatto notare cose che non avrei pensato di scoprire. Alcune espressioni del muso, certi atteggiamenti del corpo, ci spiegavi una volta,, sono comuni a tutti gli esseri viventi. Riguardano quel moto “miracoloso” che ha separato dall’indistinzione un “distinctum”, che ha fatto emergere la vita.
Un cane particolarmente espressivo, specialmente se vive a stretto contatto con la famiglia all’interno di un appartamento, instaura un rapporto di intesa fatto di gesti ed espressioni che non lascia spazio a fraintendimenti, cosa che a volte manca nel rapporto tra esseri umani basato sul verbale…Ciò che ha consentito la nostra evoluzione paradossalmente diventa un limite…
A me accade di cercare la risposta nel fatto che spesso la comunicazione verbale non è vero, o almeno non è tutto, omette e nasconde parti di noi che non vogliamo arrivi al nostro interlocutore ed anche a noi stessi, per quella difesa, quel pregiudizio, quella difficoltà che ci fa muovere con circospezione evitando gli “errori”. Il verbo, che grammaticalmente definisce l’azione nel tempo e nel luogo spiegandola in maniera inconfutabile, diventa, nell’accezione che definisce la capacità comunicativa propria degli esseri umani, lo strumento per circuire l’altro e per spiegare il meno possibile di ciò che vogliamo realmente comunicare, rendendo il nostro parlare una schermaglia fatta di pronomi, aggettivi, avverbi, sostantivi ed esempi che cercano di far capire “fuori” e poco o nulla “dentro”.
D- Ricordi…abbiamo lavorato con Ionesco questa babele di parole e significazioni, questo affannoso e “rinocerontesco” modo di vivere nel pregiudizio il timore del nuovo…
A- Credo sia per questo che spesso avvertiamo la necessità di un rapporto con quel compagno di viaggio che è un gatto un cane, un animale; l’animale non ci giudica, non soppesa, certamente valuta e ti dià il segno di quanto tu mostri e non fa scattare in noi il riflesso del nostro pre-giudizio.
E come Luna ed io ci capiamo con uno sguardo, allo stesso modo oggi sento molto più istintivamente le persone che ho davanti, e questo mi rende la vita molto più semplice e… leggera.
Se la difficoltà è una risorsa, perché ci rende migliori accettandola e lavorando per superarla, se la vita è un cammino da affrontare serenamente impegnandosi a dare il 100% delle proprie energie, continuo a cercare le mie risorse; dentro di me, specchiato negli altri, perfino negli occhi del mio cane.
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